(AGI) - Londra, 16 giu. - E' stata presentato a Londra il
prototipo della Riversimple Urban Car, un'auto compatta a due
posti alimentata a idrogeno che sara' lanciata sul mercato nel
2013. Lo ha riferito la Cnn. La vettura dal piu' basso livello
di emissioni di carbonio e' opera di un ex ingegnere di corse
automobilistiche e ha un progetto "open surce", ossia
sfruttabile da altri produttori per personalizzarla secondo le
proprie esigenze. Per la ricerca e lo sviluppo del prorotipo ci
sono voluti nove anni. La velocita' massima e' di 80 chilometri
all'ora e l'autonomia di circa 400 chilometri. Pesa solo 350
chiloggrammi e ha un sistema di fuel cell di capacita' limitata
a 6 Kw, sufficienti a mantenere la velocita' di crociera. (AGI)
annunci
Visualizzazione post con etichetta Energia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Energia. Mostra tutti i post
16/06/09
21/05/09
Blitz anti-carbone in Australia
Gli ecoattivisti si sono introdotti nella centrale «più inquinante al mondo». Il portavoce di Greenpeace chiede che «il governo australiano abbandoni il carbone». Arrestati alcuni manifestanti, poi rilasciati su cauzione Clima, cooperazione Ue-Australia
LA PROTESTA. Per protestare contro la politica di contenimento delle emissioni del governo laburista di Canberra,14 attivisti di Greenpeace si sono introdotti all'alba di oggi in una delle maggiori centrali termoelettriche in Australia. Sette di essi hanno bloccato una draga per carbone incatenandosi alla struttura. L’IMPIANTO. La centrale a carbone di Hazelwood, nello stato di Victoria, ha una capacità di 1.600 megawatt e fornisce l'8% del mercato di elettricità del Paese. Secondo Greenpeace è una delle più inquinanti al mondo. Ogni anno emette 19 milioni di tonnellate di gas serra. LA RICHIESTA. «Il governo australiano deve intervenire contro il cambiamento climatico abbandonando il carbone e deve investire in energia rinnovabile, per proteggere l'ambiente e creare centinaia di migliaia di posti di lavoro - ha detto il portavoce di Greenpeace Simon Roz - Lo schema di riduzione dell'inquinamento da gas serra annunciato dal governo non diminuirà le emissioni per decenni a venire»..GLI ARRESTI. Da quanto si apprende da un portavoce della centrale pare che non vi siano state interruzioni alla produzione ed che grazie all’intervento della polizia siano stati “liberati” i manifestanti. Con l’accusa di violazione di zona riservata sono scattate le manette ai polsi per alcuni di loro, che sono stati rilasciati su cauzione. (lanuovaEcologia.it)
LA PROTESTA. Per protestare contro la politica di contenimento delle emissioni del governo laburista di Canberra,14 attivisti di Greenpeace si sono introdotti all'alba di oggi in una delle maggiori centrali termoelettriche in Australia. Sette di essi hanno bloccato una draga per carbone incatenandosi alla struttura. L’IMPIANTO. La centrale a carbone di Hazelwood, nello stato di Victoria, ha una capacità di 1.600 megawatt e fornisce l'8% del mercato di elettricità del Paese. Secondo Greenpeace è una delle più inquinanti al mondo. Ogni anno emette 19 milioni di tonnellate di gas serra. LA RICHIESTA. «Il governo australiano deve intervenire contro il cambiamento climatico abbandonando il carbone e deve investire in energia rinnovabile, per proteggere l'ambiente e creare centinaia di migliaia di posti di lavoro - ha detto il portavoce di Greenpeace Simon Roz - Lo schema di riduzione dell'inquinamento da gas serra annunciato dal governo non diminuirà le emissioni per decenni a venire»..GLI ARRESTI. Da quanto si apprende da un portavoce della centrale pare che non vi siano state interruzioni alla produzione ed che grazie all’intervento della polizia siano stati “liberati” i manifestanti. Con l’accusa di violazione di zona riservata sono scattate le manette ai polsi per alcuni di loro, che sono stati rilasciati su cauzione. (lanuovaEcologia.it)
07/04/09
Rinnovabili - Progetto BioMara studia uso alghe per biofuel
Finanziato in ambito europeo con 4,87 milioni di euro
Roma, 7 apr. (Apcom-Nuova energia) - Il progetto BioMara studiera'
il potenziale delle alghe nella produzione di biocarburanti, in
particolare per le comunita' isolane e rurali ed e' stato
finanziato con 4,87 milioni di euro del programma europeo
Interreg IVA, gestito dallo Special EU Programmes Body di
Bruxelles, scrive Cordis.
I biofuel, che sono stati inseriti tra le priorita' dell'Ue per
la lotta ai cambiamenti climatici, pongono, pero', il problema
della lotta tra agricoltura energetica e quella a destinazione
alimentare. La produzione di biocarburanti si pone, spesso in
contrapposizione con l'aumento della popolazione, l'incremento
della domanda di cibo e contemporaneamente dei prezzi dei
prodotti alimentari. Inoltre rispetto alle risorse necessarie per
la produzione dei biofuel, il rendimento dei biocarburanti
convenzionali non e' ottimale.
"Di fronte alla diminuzione delle riserve mondiali di
combustibili fossili e al riscaldamento climatico che deriva
dall'aumento dell'anidride carbonica immessa nell'atmosfera, e'
urgente trovare fonti rinnovabili di combustibile, a debole
impatto di carbonio. Le culture tradizionali per i biocarburanti
sono in concorrenza con l'agricoltura e la natura per l'acqua e
la terra. Abbiamo bisogno di piante a crescita rapida, facili da
coltivare e capaci di prosperare in ambienti che non sono
utilizzati per l'agricoltura o la preservazione della natura", ha
spiegato il direttore del progetto BioMara Michele Stanley.
BioMara si dedichera' dunque allo studio delle possibilita' di
utilizzo di alghe microscopiche (che producono direttamente
biocarburante) ed alghe di piu' grande dimensione (utilizzate come
biomassa). "Le alghe marine potrebbero essere un elemento della
soluzione", ha sottolineato Stanley. "La crescita e' rapida,
catturano la CO2 e la loro struttura semplice facilita la
conversione in combustibile". L'algacoltura ha suscitato notevole
interesse ma non esiste ancora un metodo industriale che permetta
di produrre grandi quantita' di biocarburante da queste
particolari piante marine.
Roma, 7 apr. (Apcom-Nuova energia) - Il progetto BioMara studiera'
il potenziale delle alghe nella produzione di biocarburanti, in
particolare per le comunita' isolane e rurali ed e' stato
finanziato con 4,87 milioni di euro del programma europeo
Interreg IVA, gestito dallo Special EU Programmes Body di
Bruxelles, scrive Cordis.
I biofuel, che sono stati inseriti tra le priorita' dell'Ue per
la lotta ai cambiamenti climatici, pongono, pero', il problema
della lotta tra agricoltura energetica e quella a destinazione
alimentare. La produzione di biocarburanti si pone, spesso in
contrapposizione con l'aumento della popolazione, l'incremento
della domanda di cibo e contemporaneamente dei prezzi dei
prodotti alimentari. Inoltre rispetto alle risorse necessarie per
la produzione dei biofuel, il rendimento dei biocarburanti
convenzionali non e' ottimale.
"Di fronte alla diminuzione delle riserve mondiali di
combustibili fossili e al riscaldamento climatico che deriva
dall'aumento dell'anidride carbonica immessa nell'atmosfera, e'
urgente trovare fonti rinnovabili di combustibile, a debole
impatto di carbonio. Le culture tradizionali per i biocarburanti
sono in concorrenza con l'agricoltura e la natura per l'acqua e
la terra. Abbiamo bisogno di piante a crescita rapida, facili da
coltivare e capaci di prosperare in ambienti che non sono
utilizzati per l'agricoltura o la preservazione della natura", ha
spiegato il direttore del progetto BioMara Michele Stanley.
BioMara si dedichera' dunque allo studio delle possibilita' di
utilizzo di alghe microscopiche (che producono direttamente
biocarburante) ed alghe di piu' grande dimensione (utilizzate come
biomassa). "Le alghe marine potrebbero essere un elemento della
soluzione", ha sottolineato Stanley. "La crescita e' rapida,
catturano la CO2 e la loro struttura semplice facilita la
conversione in combustibile". L'algacoltura ha suscitato notevole
interesse ma non esiste ancora un metodo industriale che permetta
di produrre grandi quantita' di biocarburante da queste
particolari piante marine.
Etichette:
Energia,
Rinnovabili
02/04/09
Rinnovabili - Il futuro? Foglie artificiali per sfruttare solare
Ma anche celle fotovoltaiche di pellicola sottile
Torino, 2 apr. (Apcom) - "Il futuro del pianeta, gli scenari
dell'energia": questo il titolo del convegno in corso oggi al
Politecnico di Torino, promosso da Eni e Legambiente e
organizzato dall'agenzia Minimega. Un futuro che punta sul sole,
anzi, sulla rivoluzione del sole. Ed e' su proposte
"rivoluzionarie" che si sono confrontati gli ospiti
internazionali intervenuti sul tema.
James Barber, dell'Imperial College di Londra, propone la
creazione di foglie artificiali in grado di catturare in maniera
efficace l'energia solare e utilizzarla: "Il sole e' il campione
di energia - ha dichiarato - in un'ora fornisce alla terra piu'
energia di quella che attualmente ricaviamo dai carburanti
fossili. Abbiamo gia' una conoscenza considerevole per imitare il
processo naturale di fotosintesi e creare una foglia artificiale
che lo metta in pratica".
Punta invece sulle celle solari al silicio Stefan Glunz,
dell'Ise di Friburgo: "Piu' del 90% di tutte le celle solari sono
fatte di silicio cristallino - ha spiegato - il vero problema
oggi sono i costi, ma si possono creare wafer di silicio piu'
sottili utilizzando celle particolari, che incrementano
l'efficienza energetica e abbattono i costi". Della stessa idea e'
Martin Green, dell'Universita' di Sydney che punta su "celle di
pellicola sottile ma di terza generazione che hanno migliori
prestazioni e sono in grado di aprire nuovi scenari per il
futuro, che vedra' in campo nuovi protagonisti".
Torino, 2 apr. (Apcom) - "Il futuro del pianeta, gli scenari
dell'energia": questo il titolo del convegno in corso oggi al
Politecnico di Torino, promosso da Eni e Legambiente e
organizzato dall'agenzia Minimega. Un futuro che punta sul sole,
anzi, sulla rivoluzione del sole. Ed e' su proposte
"rivoluzionarie" che si sono confrontati gli ospiti
internazionali intervenuti sul tema.
James Barber, dell'Imperial College di Londra, propone la
creazione di foglie artificiali in grado di catturare in maniera
efficace l'energia solare e utilizzarla: "Il sole e' il campione
di energia - ha dichiarato - in un'ora fornisce alla terra piu'
energia di quella che attualmente ricaviamo dai carburanti
fossili. Abbiamo gia' una conoscenza considerevole per imitare il
processo naturale di fotosintesi e creare una foglia artificiale
che lo metta in pratica".
Punta invece sulle celle solari al silicio Stefan Glunz,
dell'Ise di Friburgo: "Piu' del 90% di tutte le celle solari sono
fatte di silicio cristallino - ha spiegato - il vero problema
oggi sono i costi, ma si possono creare wafer di silicio piu'
sottili utilizzando celle particolari, che incrementano
l'efficienza energetica e abbattono i costi". Della stessa idea e'
Martin Green, dell'Universita' di Sydney che punta su "celle di
pellicola sottile ma di terza generazione che hanno migliori
prestazioni e sono in grado di aprire nuovi scenari per il
futuro, che vedra' in campo nuovi protagonisti".
Etichette:
Energia,
Rinnovabili,
Solare
Solare - Legambiente: E' una rivoluzione sociale, sole e' di tutti
"La situazione e' positiva per il mercato ma non per le leggi"
Torino, 2 apr. (Apcom) - "Il solare e' la risposta piu' plausibile
alla richiesta di energia per allontanarci dai combustibili
fossili. La rivoluzione del solare e' una rivoluzione sociale,
perche' il sole e' di tutti, ad ogni latitudine, quindi gli
investimenti dovrebbero andare in questo senso e non sul
nucleare. Il sole e' una fonte inesauribile di energia e rende i
Paesi indipendenti". La direttrice generale di Legambiente,
Rossella Muroni, commenta cosi' il tema del convegno in corso oggi
al Politecnico di Torino "Anche il sole fa la sua rivoluzione",
promosso insieme a Eni con l'obiettivo di incentivare la ricerca
sulle fonti rinnovabili, sensibilizzando gli studenti, i
ricercatori del futuro.
La situazione italiana nel 2008 per quel che riguarda le
rinnovabili, ha registrato un buon successo a livello
territoriale: "Nel 2008, sono stati 5.991 i Comuni che hanno
installato impianti di energia rinnovabile - ha specificato
Rossella Muroni - rispetto al 2007 registriamo 2.600 Comuni in
piu'. In particolare nel fotovoltaico, nel mese di dicembre del
2008, c'e' stato un incremento di un terzo rispetto a tutto il
totale dell'anno. Il mercato italiano del fotovoltaico si colloca
cosi' al terzo posto nel mondo dopo Spagna e Germania".
Il binomio con Eni punta ad accendere la luce su un tema
importante e a sensibilizzare soprattutto gli organi legislativi
che per la direttrice di Legambiente sono il vero nemico delle
fonti rinnovabili: "Il vero ostacolo allo sviluppo dell'energia
pulita non e' il mercato - ha precisato - non sono i cittadini,
non e' la crisi, ma e' l'inadeguatezza della politica che negli
ultimi 15 anni non e' stata capace di costruire un progetto di
sviluppo per la produzione e l'innovazione energetica".
Torino, 2 apr. (Apcom) - "Il solare e' la risposta piu' plausibile
alla richiesta di energia per allontanarci dai combustibili
fossili. La rivoluzione del solare e' una rivoluzione sociale,
perche' il sole e' di tutti, ad ogni latitudine, quindi gli
investimenti dovrebbero andare in questo senso e non sul
nucleare. Il sole e' una fonte inesauribile di energia e rende i
Paesi indipendenti". La direttrice generale di Legambiente,
Rossella Muroni, commenta cosi' il tema del convegno in corso oggi
al Politecnico di Torino "Anche il sole fa la sua rivoluzione",
promosso insieme a Eni con l'obiettivo di incentivare la ricerca
sulle fonti rinnovabili, sensibilizzando gli studenti, i
ricercatori del futuro.
La situazione italiana nel 2008 per quel che riguarda le
rinnovabili, ha registrato un buon successo a livello
territoriale: "Nel 2008, sono stati 5.991 i Comuni che hanno
installato impianti di energia rinnovabile - ha specificato
Rossella Muroni - rispetto al 2007 registriamo 2.600 Comuni in
piu'. In particolare nel fotovoltaico, nel mese di dicembre del
2008, c'e' stato un incremento di un terzo rispetto a tutto il
totale dell'anno. Il mercato italiano del fotovoltaico si colloca
cosi' al terzo posto nel mondo dopo Spagna e Germania".
Il binomio con Eni punta ad accendere la luce su un tema
importante e a sensibilizzare soprattutto gli organi legislativi
che per la direttrice di Legambiente sono il vero nemico delle
fonti rinnovabili: "Il vero ostacolo allo sviluppo dell'energia
pulita non e' il mercato - ha precisato - non sono i cittadini,
non e' la crisi, ma e' l'inadeguatezza della politica che negli
ultimi 15 anni non e' stata capace di costruire un progetto di
sviluppo per la produzione e l'innovazione energetica".
11/03/09
Clima - WWF: Nuove linee guida per sviluppo energetico sostenibile
Saranno presentate domani in conferenza stampa
Roma, 11 mar. (Apcom) - Il Comitato Scientifico del WWF
presentera' domattina a Roma un documento con le linee guida per
un futuro energetico sostenibile. Nel contempo saranno presentate
anche le linee strategiche per la progettazione di un piano
energetico e di adattamento al cambiamento climatico in Italia.
Verranno indicate le scelte e le strade da percorrere per dare un
futuro energetico sostenibile al nostro Paese e per
l'impostazione di un piano di adattamento dei nostri ecosistemi
ai cambiamenti del clima gia' in atto.
Roma, 11 mar. (Apcom) - Il Comitato Scientifico del WWF
presentera' domattina a Roma un documento con le linee guida per
un futuro energetico sostenibile. Nel contempo saranno presentate
anche le linee strategiche per la progettazione di un piano
energetico e di adattamento al cambiamento climatico in Italia.
Verranno indicate le scelte e le strade da percorrere per dare un
futuro energetico sostenibile al nostro Paese e per
l'impostazione di un piano di adattamento dei nostri ecosistemi
ai cambiamenti del clima gia' in atto.
Etichette:
Energia,
Sostenibilità
10/03/09
Rinnovabili - Da Salone nautico Genova prima barca vela a idrogeno
Progetto sperimentale sorto da collaborazione H2U e Liguria
(Apcom-Nuova Energia) - Il futuro della nautica e'
l'idrogeno. Sara' presentato in anteprima mondiale al prossimo
Salone Internazionale della Nautica di Genova in programma dal 3
all'11 ottobre 2009 il progetto 'Nautica ad idrogeno'.
Un piano sperimentale sorto dall'intesa tra la H2U -
L'Universita' dell'Idrogeno e l'Assessorato all'Ambiente della
Regione Liguria, con l'obiettivo di realizzare un prototipo di
barca a vela con motore ausiliario a idrogeno e la creazione di
una rete di punti di rifornimento di idrogeno prodotto da fonti
rinnovabili da realizzare.
"H2U promuove progetti innovativi nel campo della mobilita'
sostenibile sull'utilizzo di combustibili alternativi ai prodotti
di derivazione petrolifera. Nel caso dell'idrogeno, direttamente
derivati da energie rinnovabili di origine solare. È tempo che
anche nel mondo della nautica ci si muova con decisione in tal
senso", ha commentato Nicola Cotenna, presidente di H2U
Universita' dell'Idrogeno.
(Apcom-Nuova Energia) - Il futuro della nautica e'
l'idrogeno. Sara' presentato in anteprima mondiale al prossimo
Salone Internazionale della Nautica di Genova in programma dal 3
all'11 ottobre 2009 il progetto 'Nautica ad idrogeno'.
Un piano sperimentale sorto dall'intesa tra la H2U -
L'Universita' dell'Idrogeno e l'Assessorato all'Ambiente della
Regione Liguria, con l'obiettivo di realizzare un prototipo di
barca a vela con motore ausiliario a idrogeno e la creazione di
una rete di punti di rifornimento di idrogeno prodotto da fonti
rinnovabili da realizzare.
"H2U promuove progetti innovativi nel campo della mobilita'
sostenibile sull'utilizzo di combustibili alternativi ai prodotti
di derivazione petrolifera. Nel caso dell'idrogeno, direttamente
derivati da energie rinnovabili di origine solare. È tempo che
anche nel mondo della nautica ci si muova con decisione in tal
senso", ha commentato Nicola Cotenna, presidente di H2U
Universita' dell'Idrogeno.
Etichette:
Energia,
Idrogeno,
Rinnovabili
05/03/09
ENERGIA:IN ITALIA PRIMO IMPIANTO BIO-ETANOLO 2/A GENERAZIONE
ENERGIA:IN ITALIA PRIMO IMPIANTO BIO-ETANOLO 2/A GENERAZIONE
(ANSA) - MILANO - Nel 2010 sara' costruito in Italia
il primo impianto europeo per la produzione di bio-etanolo di
seconda generazione, energia rinnovabile che supera i problemi
dei 'vecchi' bio-carburanti. E' l'annuncio del gruppo Mossi &
Ghisolfi, in occasione oggi a Milano di un convegno
internazionale sul bio-etanolo e le energie rinnovabili.
Il 'vecchio' bio-etanolo e' un carburante simile alla benzina
e prodotto da canna da zucchero o mais, che emette il 30% in
meno di gas serra rispetto alla benzina tradizionale. Quello di
seconda generazione, invece, permette di produrre carburante da
'biomassa lignocellulosica', evitando quindi di utilizzare
colture destinate anche a fini alimentari e consentendo di
ridurre l'emissione di gas serra anche fino all'80%.
''I bio-combustibili - commenta Corrado Clini, direttore
generale del Ministero dell'ambiente - possono svolgere un ruolo
di grande rilievo per far fronte alla crescente domanda globale
di energia e, nello stesso tempo, per la riduzione delle
emissioni dei gas serra che mettono a rischio gli equilibri del
sistema climatico. In particolare l'etanolo di seconda
generazione offre enormi vantaggi perche' conserva la
competitivita' in termini di costo rispetto ai biocarburanti
fossili, e garantisce maggiore sicurezza alimentare e
ambientale''.
Nell'arco del 2009 Mossi & Ghisolfi finira' di raccogliere
dati sugli impianti di produzione pilota, in parte gia'
installati e in parte in via di completamento. Entro l'anno
prossimo il sistema sara' a regime, e si potra' iniziare la
costruzione in Italia del primo impianto di produzione europeo.
(ANSA).
Iscriviti a:
Post (Atom)